Vai al contenuto
Il Programma
10 punti per la Puglia
- Riorganizzazione e potenziamento della sanità pubblica
- Rafforzare la rete ospedaliera (con aggiornamento del piano di riordino) per migliorare accessibilità, ridurre traffico verso strutture fuori regione.
- Ridurre le liste d’attesa attraverso assunzioni mirate, più turni, incentivi per stabilizzare il personale sanitario.
- Migliorare la soddisfazione degli utenti, in particolare nei servizi di pronto soccorso, medicina territoriale, e assistenza per persone non autosufficienti.
- Gestione finanziaria sostenibile della sanità
- Preservare l’equilibrio di bilancio, controllando i costi farmaceutici e dei dispositivi medici e rispettando i tetti nazionali.
- Introdurre maggiore trasparenza nella spesa sanitaria, con audit regolari e pubblicazione periodica dei dati sui costi e performance.
- Sviluppo del digitale e inclusione digitale
- Completare e rendere operativa la rete dei “Punti Digitale Facile” su tutto il territorio regionale, raggiungendo le fasce più vulnerabili per età, disoccupazione o marginalità socioeconomica.
- Semplificare i servizi pubblici online, migliorare SPID, pagoPA, App IO, aumentando l’efficienza, usabilità e accesso da parte di cittadini e imprese.
- Migliorie infrastrutturali e trasporti locali
- Potenziare il trasporto pubblico locale, migliorare collegamenti interni alla regione, mobilità sostenibile soprattutto nei centri non metropolitani.
- Migliorare le infrastrutture viarie, strade e collegamenti nelle aree rurali e interne, con attenzione anche al turismo e all’accessibilità territoriale.
- Supporto ai giovani: lavoro, formazione e opportunità
- Incentivi per giovani imprenditori, start-up, formazione professionale vicina al mercato del lavoro locale.
- Potenziare le politiche attive per il lavoro, con centri per l’impiego modernizzati, più collaborazione tra sistema educativo/università e imprese.
- Migliorare la qualità della vita per i giovani: spazi culturali, sport, svago, banda larga, servizi nelle aree periferiche.
- Ambiente, acqua e gestione del rischio idrogeologico e climatico
- Piani per la resilienza climatica: gestione della siccità, conservazione delle risorse idriche, efficientamento uso dell’acqua in agricoltura.
- Investimenti per la difesa del suolo, mitigazione del rischio alluvioni, dissesto idrogeologico nelle aree a rischio.
- Politiche per energie rinnovabili, riduzione delle emissioni, protezione della biodiversità costiera e agricola.
- Agricoltura sostenibile e filiere locali
- Sostenere le filiere agroalimentari locali con incentivi per la qualità, promozione, certificazioni, e valore aggiunto locale.
- Supporto per piccole aziende agricole, cooperazione, innovazione tecnologica nell’agricoltura (irrigazione efficiente, agricoltura di precisione).
- Interventi per mitigare gli effetti di avversità climatiche (es. eventi di siccità) per tutelare reddito degli agricoltori.
- Semplificazione amministrativa e vicinanza ai cittadini
- Snellire la burocrazia regionale/comunale, abbreviare tempi di autorizzazioni, concessioni, pratiche edilizie, sanitarie ecc.
- Aumentare la trasparenza e la partecipazione: sportelli URP efficienti, ascolto attivo delle esigenze locali, attivazione del bilancio partecipativo e della democrazia diretta.
- “Uffici di prossimità” per servizi giudiziari, amministrativi nelle aree remote o disagiate.
- Turismo e valorizzazione culturale sostenibile
- Promuovere un turismo sostenibile che valorizzi territorio, cultura, enogastronomia, ambiente senza “sovraccaricare” le aree più fragili.
- Investire nella conservazione del patrimonio storico, nell’accessibilità dei siti, e incentivare eventi culturali diffusi anche nei piccoli comuni.
- Migliorare infrastrutture ricettive, collegamenti turistici (strade, ferrovie, trasporti pubblici) e promozione internazionale integrata.
- Servizi sociali e lotta alle disuguaglianze
- Migliorare i servizi per anziani, per persone con disabilità, per famiglie in difficoltà economica. Potenziare le reti assistenziali territoriali.
- Politiche per contrastare la povertà energetica, abitativa, educativa.
- Garantire che le politiche regionali siano attenti alle diverse esigenze territoriali (urbane/rurali, periferiche/interne) e ai gruppi più vulnerabili.
- Incremento dei centri antiviolenza ed attivazione delle certificazioni per le pari opportunità.